Avvocato condannato per atti falsi: sì alla sospensione di cinque anni. I Supremi giudici hanno ribadito l’autonomia del procedimento disciplinare (sospensione di 5 anni) rispetto a quello penale (“solo” sospensione temporanea)
La vicenda
La vicenda ha origine nel 2015, quando un Consiglio distrettuale di disciplina pugliese aveva avviato un procedimento nei confronti dell’avvocato, già coinvolto in un’indagine penale. Secondo le accuse, il legale avrebbe falsificato atti giudiziari e provvedimenti, inducendo una cliente a credere di essere coinvolta in procedimenti legali inesistenti, con l’obiettivo di ottenere compensi professionali.
In particolare, l’avvocato avrebbe creato documenti falsi, tra cui decreti ingiuntivi e provvedimenti di giudici, apparentemente emessi dal Tribunale di Foggia. Questi atti venivano utilizzati per convincere la cliente della necessità di difendersi in giudizio.
Il giudizio penale
Parallelamente, il processo penale si è concluso con una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione temporanea dalla professione e al risarcimento dei danni. La sentenza è stata confermata anche in appello.
Sul piano disciplinare, nel 2022 è stata disposta la sospensione per cinque anni. Il Consiglio Nazionale Forense ha poi respinto il ricorso dell’avvocato nel 2025.
Autonomia del processo penale dal procedimento disciplinare
Infine, la Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i motivi di ricorso, confermando la correttezza della decisione disciplinare. I giudici hanno ritenuto infondate le contestazioni sulla prescrizione e sulla valutazione delle prove, ribadendo l’autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale.
01-04-2026 22:21
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