Gli Stati possono imporre l'obbligo di vaccinazione
L'obbligo di vaccinazione deciso dallo Stato per la tutela della salute pubblica non è una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Gli Stati possono imporre ai genitori di vaccinare i figli per alcune malattie e possono anche fissare sanzioni nei confronti di chi viola quest'obbligo. Non solo. Per tutelare la salute della collettività è anche possibile vietare l'ingresso a scuola dei bambini non vaccinati.
È la Corte europea dei diritti dell'uomo a stabilirlo con la prima sentenza in materia di vaccini depositata ieri (ricorsi 47621/13 e altri), che ha portato la Grande Camera (il massimo organo giurisdizionale di Strasburgo) a respingere il ricorso contro la Repubblica Ceca di alcuni genitori no-vax, fissando un importante principio che dovrà guidare anche altri Stati, inclusi gli organi giurisdizionali nazionali: l'obbligo di vaccinazione non viola l'articolo 8 della Convenzione che assicura il diritto al rispetto della vita privata. Si tratta – precisa la Corte - di una risposta delle autorità nazionali a un bisogno sociale imperativo ossia la protezione della salute individuale e collettiva, necessaria per evitare il basso tasso di vaccinazione di bambini e per proteggerli, tra le altre malattie, da poliomielite e da epatite B.
La Corte riconosce che gli Stati hanno un ampio margine di apprezzamento nel cercare un giusto bilanciamento tra tutela della salute pubblica e diritto individuale e afferma che, nel caso di vaccinazione di bambini, il margine di apprezzamento è ancora più ampio, anche perché va assicurato l'interesse superiore del minore. Così, lo Stato non ha violato la Convenzione.
20-04-2021 20:16
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