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Sentenza

Lavoro esterno e arresti domiciliari. Se l'ISEE dimostra che il detenuto per mantenersi deve lavorare all'esterno la documentazione prodotta è idonea ad attestare la propria condizione patrimoniale.
Lavoro esterno e arresti domiciliari. Se l'ISEE dimostra che il detenuto per mantenersi deve lavorare all'esterno la documentazione prodotta è idonea ad attestare la propria condizione patrimoniale.
È corretta l'ordinanza della Corte di appello che sulla base del modello Isee prodotto dal detenuto agli arresti domiciliari disponga per lui la possibilità di lavorare all'esterno per mantenersi. Mentre la revoca del provvedimento favorevole non può basarsi “sulla sola base della mancanza di un'attività di indagine patrimoniale, che, tra l'altro, doveva essere disposta dall'Autorità giudiziaria e svolta da comando della Guardia di finanza e sulla quale nessun potere di impulso poteva essere riconosciuto al ricorrente”. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 9179/2013, annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata che revocava la misura.
Presentando il modello, infatti, il ricorrente “ha assolto pienamente al suo onere di allegazione, dal momento che tale documento è indicativo della situazione economica e familiare ed è l'unica certificazione che il soggetto privato può produrre per comprovare il proprio stato patrimoniale”.
Fonte Sole24ore.it
Avv. Antonino Sugamele

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