Notizie, Sentenze, Articoli - Avvocato Cassazionista Trapani

Sentenza

La misura di prevenzione lo obbliga a stare a casa di notte, ma ha l'opportunità di lavorare in un panificio.-
La misura di prevenzione lo obbliga a stare a casa di notte, ma ha l'opportunità di lavorare in un panificio.-
Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 28 marzo - 19 giugno 2013, n. 26633
Presidente Gentile – Relatore Amoroso

Ritenuto in fatto e in diritto

1. Con decreto del 2.2.2011 il Giudice di Pace convalidava il provvedimento con cui il Questore aveva adottato nei confronti di N.P. talune misure di prevenzione ex art. 75 bis d.P.R. n. 309 del 1990, tra cui quella di rientrare nella propria abitazione entro le ore 21 e di non uscirne prima delle ore 6.
Successivamente il N. chiedeva al Giudice di Pace (competente ex art. 75 bis, 30 cit.) che fosse revocata ovvero modificata tale prescrizione, in modo che egli potesse lavorare nell'esercizio di panificazione di un imprenditore (che si era dichiarato disposto ad assumerlo) e tale richiesta veniva assentita dal Questore; il quale suggeriva al Giudice di Pace di sostituire l'originaria prescrizione con l'obbligo di presentarsi presso la Stazione dei Carabinieri tre volte la settimana (nei tempi e con le modalità determinabili dal Giudice di Pace), previa consegna del definitivo contratto di assunzione (in seno al quale fossero specificati l'orario ed i giorni di lavoro).
In data 7.5.2012 il Giudice di Pace ha rigettato l'istanza di modifica.
Avverso questo provvedimento ha proposto ricorso per cassazione il Difensore del N., deducendo violazione di legge e vizio motivazionale.
2. Il ricorso è fondato.
Scopo precipuo delle previste misure di prevenzioni è quello di favorire, in uno alla tutela della sicurezza pubblica, il (controllato) reinserimento del prevenuto nella società e nel mondo del lavoro. Nella specie, nei termini motivatamente e specificamente suggeriti dal Questore, il lavoro presso un'azienda di panificazione consente comunque all'Autorità di vigilanza un costante e agevole controllo sui movimenti del prevenuto, sicché l'eventuale inosservanza sarebbe facilmente accertabile, con le gravi conseguenze dettate dall'art. 75 bis, 6° del D.P.R. cit.. Pertanto non sembrano meritevoli di apprezzamento - e rilevano piuttosto come sintomi di sostanziale ingiustizia – gli ulteriori argomenti spesi dal Giudice di Pace per disattendere la richiesta di modifica. Infatti l'asserita vicinanza spaziale alla Caserma dei Carabinieri del panificio presso cui dovrebbe lavorare il N., lungi dal favorire la temuta attività illecita del N. (come incomprensibilmente affermato dal provvedimento impugnato), oggettivamente invece favorisce ulteriormente la vigilanza sui suoi movimenti. Inoltre la mancata allegazione del contratto di assunzione è comunque sostituita da una dettagliata disponibilità del titolare del panificio e si spiega agevolmente con il divieto in atto imposto al N., che per l'appunto ne ha chiesto la revoca. D'altronde, l'auspicata revoca di tale divieto non potrebbe che essere subordinata alla produzione del contratto di lavoro, come non a caso opportunamente previsto dal parere del Questore.
3. Pertanto il ricorso va accolto.

P.Q.M.

la Corte annulla il decreto impugnato con rinvio al giudice di pace di Gragnano.
Avv. Antonino Sugamele

Richiedi una Consulenza