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Sentenza

Inversione ad U in autostrada: 1800 Euro di multa. L'opposizione del trasgressore è tempestiva perchè c'è la sospensione feriale dei termini.
Inversione ad U in autostrada: 1800 Euro di multa. L'opposizione del trasgressore è tempestiva perchè c'è la sospensione feriale dei termini.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 12 marzo – 24 aprile 2013, n. 10057
Presidente Bucciante – Relatore Nuzzo

Svolgimento del processo

Con ordinanza depositata il 20.10.2008 il Giudice di Pace di Ventimiglia dichiarava inammissibile "per l'avvenuta definizione della contestazione con il pagamento in misura ridotta della sanzione prevista", il ricorso, ex art. 23 comma 1 della l. 689/81, proposto da K.C. avverso la ordinanza - ingiunzione di pagamento della somma di Euro 1.800,00, emessa dal Prefetto di Imperia, in data 8.9.2008, a titolo di sanzione amministrativa per violazione al codice stradale.
Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione K.C.  , formulando due motivi con i quesiti di diritto, ex art. 366 bis c.p.c., illustrati da memoria.
Resiste con controricorso il Ministero dell'Interno, in persona del Ministro p.t..

Motivi della decisione

La ricorrente deduce:
1) violazione e falsa applicazione dell'art. 167, co. 19; dell'art. 202, co. 1 e 3 bis, dell'art. 204 bis co. 1, del D. lgs. n. 285/1992 (cod. strad.);
emergeva dal verbale di contestazione della contravvenzione del 27.6.2008 e dall'ordinanza di ingiunzione 8.9.2008 che la sanzione pagata dalla ricorrente non era stata versata a titolo di c.d. "pagamento in misura ridotta", ex art. 202 c.d.s., ma per una somma corrispondente all'ammontare indicato nell'ordinanza prefettizia; il provvedimento impugnato aveva applicato( presuntivamente) il disposto dell'art. 204 bis del D.lgs. 285/1992 riguardante il ricorso (giudiziale), alternativo a quello previsto dal precedente art. 203 (rivolto al Prefetto), benché, nella specie, il pagamento riguardasse l'importo dell'ordinanza prefettizia, ricorribile ai sensi dell'art. 205 cod. strad.;
2) falsa applicazione e violazione del combinato disposto dell'art. 204 bis, comma 1, del D.lgs. n. 285/1992; degli artt. 22, co. 1-2-23 della L. 689/1981 e dell'art. 23 co. 1 L. 689/81, nonché insufficiente e contraddittoria motivazione; nell'ipotesi in cui si fosse ipotizzata (in difetto di una specificazione della norma applicata dal giudice) la tardività del ricorso, l'ordinanza di inammissibilità era, del pari, errata, posto che il ricorso risultava depositato tempestivamente (il 10.10.2008), prima della scadenza del termine di cui all'art. 23 comma 1 L. n. 689/81.
Premesso che i quesiti di diritto, contrariamente a quanto rilevato dall'amministrazione resistente, risultano adeguatamente formulati e correlati ai motivi di ricorso, ex art. 366 bis c.p.c., va preliminarmente rilevata la fondatezza della seconda doglianza, avendo la stessa carattere assorbente rispetto a quanto lamentato con la censura sub 1).
Il Giudice di Pace ha, invero, dichiarato l'inammissibilità del ricorso facendo generico riferimento al pagamento della sanzione "in misura ridotta” senza specificare ed accertare se la somma versata si riferisse alla sanzione per la violazione cui all'art. 176, co. 19 D.lgs. n. 285/1992 (V. ordinanza- ingiunzione), ipotesi per la quale sarebbe escluso il pagamento in misura ridotta ex art. 202, co. 3 bis del D. lgs. cit. e che comporterebbe, di conseguenza, la violazione dell'art. 204 bis, co. 1 del medesimo D. lgs., laddove è prevista la possibilità, "qualora non sia stata effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito", di proporre ricorso al giudice competente per territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di 60 giorni dalla data di contestazione o notificazione. Peraltro,nel dispositivo dell'ordinanza impugnata viene richiamato il disposto dell'art. 23 co. 1 della L. 689/81, riguardante il caso in cui il ricorso sia proposto oltre il termine previsto dalla primo comma dell'art. 22, ma non risulta che il provvedimento abbia tenuto conto che, ai sensi dell'art. 1, co. 1 L. n. 742 /1969, il decorso del termine processuale rimane sospeso dal 1 agosto al 15 settembre, per il periodo di sospensione feriale. La sentenza impugnata deve, pertanto, essere cessata con rinvio al Giudice di Pace di Imperia che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbito il primo; cassa la sentenza impugnata e rinvia al Giudice di Pace di Imperia anche per le spese del giudizio di legittimità.
Avv. Antonino Sugamele

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