Laureata in giurisprudenza si iscrive in una scuola di preparazione al concorso in magistratura diretta da un Consigliere di Stato. L'iscrizione determina la sottoscrizione di un contratto di borsa di studio che comporta limitazioni stringenti di natura personale: divieto di contrarre matrimonio, quello di attenersi ad un dress code dettagliato e quello di svolgere attività sessuale a richiesta del predetto Consigliere di Stato. La vicenda coinvolge anche il Coordinatore dei collaboratori e borsisti il quale viene assolto dal Csm ma la Cassazione annulla il provvedimento proscioglitivo e rimette al CSM in diversa composizione.